SISTEMA ITALIA

Non ci sono dubbi che in questi mesi di attività, in particolare nell’ultimo, l’Atletica Italiana abbia dato dei buoni e importanti segnali di salute! Buoni risultati in gare “one day meeting”, ma anche e soprattutto nei Campionati, in particolare quelli giovanili. Indicazioni molto positive di uno stato di salute buono che, attraverso la Coppa Europa di Bydgoszcz, porterà ai Campionati del Mondo di Doha, vera cartina tornasole e obiettivo prioritario annunciato da tutte le componenti della Federazione.

Il Presidente Giomi, giustamente, è soddisfatto di quanto fatto fino ad ora e ha parlato del “sistema Italia” che funziona. Ma cos’è “un sistema” per essere definito tale? Un “sistema” è fatto di policy, regole, procedure e rispetto delle stesse, quindi quando lo stesso Presidente parla e ringrazia lo “Staff di Tortu”, smentisce la parola “sistema”, perché parla di un “sistema fuori dal sistema” e quello di Filippo non è l’unico esempio. Valutando diversi episodi accaduti proprio a Bressanone, il “sistema Italia” mostrerebbe altre debolezze per poter essere definito tale. Infatti, un esempio “poco sistemico” sono state proprio alcune delle convocazioni per la Coppa Europa, le quali più che il frutto di un processo programmatico sono sembrate la presa d’atto della situazione del momento e l’inserimento in Squadra di giovani che non avevano per nulla programmato questa manifestazione e/o che non erano neppure mai stati presi in considerazione, che ora si trovano catapultati in un contesto internazionale complesso, per il quale, magari sul campo, si sono guadagnati il diritto di partecipare, ma per il quale non sono “pronti”. Solo per citare situazioni delle quali ho certezza, ci sono stati atleti convocati-sconvocati-riconvocati in meno di 24 ore, oppure altri ai quali si è chiesto di doppiare, dopo solo 6-7 mesi dalla ripresa della preparazione, altri ancora che devono doppiare, nonostante il loro obiettivo più importante sia fra qualche mese o addirittura è stato fatto pesare (fino alle lacrime) a qualcuno, infortunato a causa del numero di gare (giustamente) effettuate nell’evento istituzionale federale, cui aveva partecipato, perché non si stava mettendo “al servizio della causa”.

Possibile che nei mesi precedenti non fosse stato possibile pianificare l’attività di altri atleti sempre giovani (e ce ne sono), per essere “pronti” per la Coppa Europa? Possibile che non vi fosse un piano A, ma anche B e nel caso C, prima di utilizzare atleti che neppure pensavano a questa manifestazione? Poco c’entra, in casi come questi “fare esperienza internazionale”, perché se non ben programmata, l’esperienza rischia di minare il futuro di questi giovani. E non ci si chieda, poi, perché non vi è evoluzione nella crescita futura dei giovani atleti italiani. E quando sono, appunto, atleti/e particolarmente giovani, entra in gioco un altro elemento che dovrebbe caratterizzare un “sistema”: la programmazione tecnico-strategica proiettata nel tempo. Quanti degli atleti/e convocati in Coppa Europa avevano nel loro piano annuale di sviluppo questa manifestazione? Per quanti di questi giovani, ma anche di altri medagliati delle manifestazioni giovanili, esiste un piano scritto “di sviluppo individuale”, che può essere annuale –già sarebbe tanto – o nel caso di Talenti “veri”, pluriennale, condiviso con società e allenatori personali? Per quanto risulta, nessuno! Questo non fa, forse, pensare che non esista davvero alcun piano, programma, strategia federale, quindi nessun “sistema Italia, se non quello “dell’oggi”?

Quindi gioiamo per le belle cose viste in questi mesi, godiamoci questa ultima generazione di giovani che sembra mostrare qualche cosa di più di altre del passato, ma prima di parlare di “sistema”, lo si crei davvero! A meno che il “sistema Italia” sia “non avere sistema”, ma vivere, appunto, della semplice gestione della quotidianità.

               

                                                                                                                                                                Massimo Magnani

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