BELL’ITALIA! MA QUALE ITALIA PER IL DOMANI?

L’Atletica Italiana nell’ultimo periodo ha dato davvero dei buoni segnali di salute! Evidenti e recenti quelli ottenuti in ambito giovanile, ma anche quelli di diversi atleti del settore assoluto, anche se, per questi ultimi e per la valutazione del lavoro federale, la vera cartina tornasole saranno i Campionati del Mondo di Doha, obiettivo prioritario dichiarato dal DT e dal Presidente. Il “sistema Italia” del Presidente Giomi, che è giustamente è soddisfatto di quanto fatto fino ad ora, a Doha dovrà dimostrare, con le dovute proporzioni, legate al contesto mondiale, se è davvero tale o se quanto arrivato quest’anno è il frutto della gestione del quotidiano e non quello di un “sistema vero e proprio”. Osservando la programmazione tecnico-agonistica di diversi atleti, si pone qualche interrogativo, perché tanti primati personali e/o “standard d’iscrizione” sono stati acquisiti, in luoghi e/o con una temporalità che poco si sposano con l’evento istituzionale più importante della stagione, ma sarà il Khalifa Stadium a dire se la programmazione tecnica è stata ben centrata.

Per quanto riguarda il Settore Giovanile si può parlare, invece di una preparazione ben finalizzata sugli eventi istituzionali: ottimi risultati, belle immagini di squadra, coesione del gruppo e tanto entusiasmo. Tutti elementi che fanno bene alla nostra Atletica. Vista la storia del Settore Giovanile, che è sempre stato prolifico di medaglie e risultati, viene, però, da chiedersi: quante di queste medaglie sono il frutto di un lavoro che guarda lontano, piuttosto che a qualcosa di finalizzato per l’immediato? Quanto si è già spinto sull’acceleratore (e non si parli solo di numero di allenamenti settimanali, perché si offenderebbe l’intelligenza di un tecnico)? Osservando quanto avviene nel nostro Continente, ma anche in altri, si può vedere che diverse Federazioni, in particolare quelle più qualificate, mandano agli eventi giovanili atleti “già pronti fisicamente e tecnicamente”, ma che non sono i loro migliori esponenti, i quali vengono, invece, tenuti a casa per percorrere strade diverse, più graduali per essere al top quando la loro carriera lo richiederà. Alcune di queste nazioni, hanno anche smesso di partecipare da tempo ad alcune manifestazioni giovanili come i Campionati del Mondo Allievi (che fortunatamente non si disputeranno più) o ai Giochi Olimpici Giovanili, perché eventi “acceleratori” di quel naturale processo di crescita che dovrebbe riguardare i giovani. Alcuni Paesi che ritengono realmente l’attività giovanile “un mezzo e non un fine”, hanno abolito anche i campionati nazionali di certe categorie e attribuiscono riconoscimenti agli atleti e alle loro società, sulla base del “miglioramento individuale” e non sui titoli vinti. Questo per dire che certe Federazioni adottano strategie ben precise, per lo sviluppo e la crescita dei giovani talenti.  Viene da chiedersi quanti dei nostri giovani hanno alle spalle un piano di sviluppo annuale o meglio ancora pluriennale (che non è solo la programmazione tecnico-agonistica e basta), che tiene conto dei tanti fattori che incidono sulla capacità prestativa del futuro? A me non ne risultano! E se vogliamo essere obiettivi fino in fondo, non dimentichiamo che alcune medaglie e risultati a livello giovanile, sono stati accompagnati da risultati tecnici che non hanno grande significato a livello mondiale, perché davvero lontane dall’eccellenza.

Infine un’ultima nota: a Bressanone, tanti giovani hanno fatto bene, vincendo titoli Assoluti. Alcuni di loro che avevano già programmato le vacanze perché ritenevano, giustamente, conclusa la loro stagione con l’evento federale più importante (il loro Campionato di Categoria) sono stati convocati per la Coppa Europa. Ecco questa è la testimonianza più lampante che una programmazione vera, che traguarda risultati di medio-lungo periodo, non esiste e che si è pronti a sacrificare giovani che hanno ancora di fronte a loro tutta la carriera!

Nel “sistema Italia” è più importante un obiettivo di breve periodo del futuro di un giovane! Errori di questo tipo, abbiamo già visto in passato  che spesso non permettono neanche di raggiungere buoni risultati di breve termine! Poi ci si chiede perché perdiamo tanti giovani talenti…

                                                                                                                                            Massimo Magnani

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: