Tutto non sarà come prima è una delle affermazioni più ricorrenti di questo periodo. Come ne è convinto il Presidente Giomi, ne siamo convinti anche noi di Smart Atletica, che riteniamo che non si potrà probabilmente ripartire come se nulla fosse stato, perché la normalità con la quale ci dovremo confrontare non sarà quella cui eravamo abituati!

Poiché tutto non sarà come prima, ci siamo anche chiesti cosa poter fare per essere utili al mondo dell’Atletica, al quale ci sentiamo fortemente legati e che per tutti noi costituisce, quasi, una ragione di vita.

La prima decisione è stata quella di scrivere al Governo, in particolare al Primo Ministro, al Ministro delle Politiche Giovanile e lo Sport, dell’Economia e delle Finanze, al Ministro dello Sviluppo Economico e al Presidente e AD di Sport e salute Spa; lo abbiamo fatto per tempo, prima che il Governo cominciasse a lavorare sul provvedimento Cura Italia che destina gli interventi a sostegno allo Sport, segnalando il grande valore sociale delle Associazioni e delle Società Sportive e il loro prezioso lavoro non solo per lo sviluppo della pratica agonistica, ma anche per quello altrettanto importante, per non dire fondamentale, dell’educazione e della formazione delle giovani generazioni, allo Sport e non solo.

Durante l’emergenza coronavirus l’Associazionismo Sportivo in genere e quello dell’Atletica in particolare sono stati uno degli ambiti più penalizzati, con l’aggravante che, in questo periodo, chi ha anche semplicemente provato a fare una corsa a scopo salutistico (sì, la corsa per certe patologie ha l’effetto di un farmaco!), è stato visto quasi come un untore.

Al Governo abbiamo chiesto misure che ridiano fiato (incentivi, mezzi e strumenti), che consentano appunto di ricominciare un lavoro che sarà più complesso di prima, soprattutto per i tecnici che costituiscono la front line delle Società Sportive. Abbiamo chiesto attenzione a chi distribuire le risorse: se non sarà così, il rischio che le famiglie taglino per prima cosa i costi per lo Sport è altissimo.

Abbiamo segnalato che la tempestività è fondamentale, perché anche quando il rallentamento delle restrizioni consentirà di riprendere le attività, non saremo nella fase del dopo coronavirus, ma in quella del durante. Uno spazio temporale col quale dovremo convivere e al quale tutti noi siamo poco abituati perché, per la quasi totalità dei fenomeni/eventi, di solito esiste un prima e un dopo e quasi mai una fase intermedia, come quella che ci aspetterà. Abbiamo insistito sulla tempestività perché i tempi dell’approvazione dei decreti e quelli dell’erogazione delle risorse sono diversi e spesso intercorre molto tempo (troppo) tra le due azioni lunghi, mentre vi sarebbe necessità dell’immediatezza nella distribuzione di quanto sarà erogato. Si tratta del processo gestionale, un tema che a noi di Smart Atletica è caro e costituisce uno dei punti cardine del nostro programma ed è quel processo che se ben funzionante permette il raggiungimento degli obiettivi con piena soddisfazione di tutte le parti coinvolte, mentre il contrario porta a quelle disfunzioni con le quali ci troviamo spesso ad avere a che fare.

Qualcuno potrà dire: “Ma chi vi credete di essere per scrivere al Governo? Siete una semplice Associazione…chi vuoi che vi ascolti?”. Vero, Smart Atletica non è un colosso, non è (ancora) in una posizione di indirizzo, ma è un’Associazione di Promozione Sociale, cioè un soggetto con personalità giuridica, titolata a dialogare con le Istituzioni, ad esprimersi formalmente, assumendosi responsabilità precise, anche per conto di altri, a differenza di chi senza avere alcuna personalità giuridica, chiede solo l’adesione sulla parola, con il limitato valore che ha.Per semplice informazione, qualche rappresentante del Governo ci ha già dato riscontro. 

Abbiamo assunto la medesima iniziativa anche con la nostra Federazione di Atletica, perché aldilà di quanto il Consiglio Federale ha deciso di intraprendere e di avere ipotizzato una Road Map per alcune gare (indicando alcune date nel calendario che rischiano, però, di essere ancora una volta provvisorie), ci è sembrato utile e necessario stimolare ulteriormente la Federazione con proposte concrete tali da rendere più veloce il processo decisionale. E’ pur vero che l’attività sportiva è ancora ferma, ma anche in questo caso la tempestività dovrebbe essere una priorità in quanto le Società dovrebbero ricevere i supporti della Federazione prima che cominci la ripresa, per potersi attrezzare al meglio per ripartire e per mantenere in vita le strutture, soprattutto nell’ambito tecnico, con fatica costruite negli anni. Poiché tutto non sarà come prima, va, inoltre, tenuto conto che la ripresa non potrà essere in linea con l’attività precedente, ma andrà ripensata e dovrà rispettare le prescrizioni che verranno definite dal Governo.

Solo per fare un esempio, in Cina, dove il coronavirus ha preso origine, 2 mesi dopo i provvedimenti restrittivi, il 22 marzo a Chendgu, capoluogo della regione di Sichuan che si trova a 1100 chilometri ad ovest di Wuhan, si è corsa la Panda Mini Marathon, gara podistica di 10km (altre fonti indicano 6km). Questa manifestazione aveva un numero consolidato di circa 20.000 partecipanti, ma è stata autorizzata per un numero massimo di 1000 corridori, dotati di mascherine e sottoposti al controllo della febbre prima di entrare nella zona partenza, con uno start ogni due minuti ad onde di 100 runners. Da sottolineare che questa Mini Marathon è stata fortemente voluta dalle autorità locali per dare un segnale di speranza e di sicurezza alla popolazione (guarda un po’ che significato è stato dato alla corsa….), dopo 2 mesi di duro lockdown. Questo esempio a significare che le prescrizioni governative ci potrebbero presentare scenari ben diversi da quelli che ci possiamo immaginare… 

Fra le altre cose, abbiamo proposto che le risorse federali non siano date a pioggia, stilando alcuni criteri che valorizzino quelle Associazioni e Società Sportive che davvero lavorano per la promozione dell’Atletica e che siano in regola con le disposizioni vigenti.

Smart Atletica, non si ferma, a breve sottoporrà alle Società che vorranno collaborare un questionario dove chiederemo i bisogni, le esigenze concrete di cui necessitano, ma soprattutto come immaginano l’Atletica del futuro, proprio perché tutto non sarà come prima e Smart Atletica vorrebbe fosse migliore!

#SmartAtleticastaacasa, ma continua il proprio lavoro di servizio a favore di tutta l’Atletica Italiana.